Libertà

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Cosa significa per me la "libertà"? 

Per me la libertà è soprattutto libertà di essere se stessi, di potersi esprimere, di fare delle scelte, la libertà di esprimere la propria unicità e  il proprio essere con precisi bisogni, con una definita personalità, con un vissuto alle spalle, con reti di relazioni, abitudini, con una vita che ha il diritto di essere condotta nel modo più naturale  e autentico possibile. 

Libertà in primo luogo di essere, senza se e senza ma. 

Libertà per noi e per i nostri cani, una libertà che non è legata all'utilizzo di un guinzaglio , perchè penso che un cane possa sentirsi libero anche se legato a questo strumento. La differenza sta sempre sul come lo utilizziamo.

Quella a cui mi riferisco è una libertà mentale, una libertà alla vita!

LIBERTA'

Grazie al progetto Randagio o libero ? e ai diversi viaggi in Italia, Grecia, Marocco, America Latina , fatti incontrando randagi ho riflettuto spesso su qualcosa che ho notato essere un punto comune con ogni luogo con cui sono entrata in contatto.

Là dove la libertà di questi cani è limitata è in genere là dove c’è stato l’intervento dell’uomo e ,se vogliamo andare a vedere, proprio dell’uomo più civilizzato.

Là dove la vita è ancora semplice e le persone vivono con i ritmi di una volta, lenti e nel contatto con la natura, le persone proteggono e tutelano la libertà dei cani che li accompagnano nella loro vita quotidiana. 

C’è la persona che porta il carretto della verdura al mercato con il cane randagio al seguito. 

Ci sono cani che scelgono un negozietto di fronte al quale riposare e lo prendono come loro luogo sicuro, perchè vengono accuditi dai locali.

Ci sono cani come El Negro Mata Pacos o Loukanikos che sono protetti e addirittura visti come simboli nella lotta del popolo. 

Ma quando arriva la “civilizzazione” le strade, gli hotel, i palazzi,  tutta questa armonia sembra andare perdendosi e i cani iniziano a diventare un problema. 

E allora ecco che da una parte c’è chi vuole eliminarli con metodi discutibili come avvelenamenti o sparatorie.

E c’è chi , dall’altra parte, vuole “salvarli”, prelevarli, metterli nei canili, mandarli in adozione, in un impeto mosso non da una vera consapevolezza su ciò che si sta facendo, ma dalla paura.

Ed è comprensibile, perché quando hai avuto per tanti anni un amico  che magari hai accudito e che magari ogni giorno incontravi sonnacchioso per le strade della tua città, non vuoi perderlo.
Ma si entra in un circuito di paura e si perdono di vista tante cose. Perché nulla è più come prima, non c’è più quell’equilibrio di un tempo  e certe cose non potranno essere più come prima.

Ed ecco che arrivano nuove idee, nuove soluzioni, come la gestione sul territorio del randagio, l’intervento di professionisti che valutino le situazioni caso per caso, le sterilizzazioni, le creazioni di oasi canine, e il desiderio di fare cultura tra chi spontaneamente si occupa di questi cani affinché possa essere fatto al meglio e nel massimo rispetto della loro etologia facendo i giocolieri tra gli interessi delle amministrazioni, quelli del settore del turismo, quelli dei volontari e delle persone che se ne prendono cura e di chi invece i cani non li vuole proprio.

Questa paura che si viene a creare prima di arrivare a soluzioni alternative come queste, fatte con cognizione di causa (stiamo muovendo i primi passi in Italia verso una maggiore consapevolezza) è una paura incontrollabile che fa dimenticare a un certo punto chi siano veramente questi esseri meravigliosi.


E iniziano a diventare tutti uguali, tutti omologati in un pietismo che li sminuisce e li priva della loro dignità.

E invece no! Sta proprio qui il punto. 

Non dobbiamo mai dimenticarci che questi individui sono unici e hanno alle spalle esperienze e personalità uniche e irripetibili. 

E’ proprio dietro al loro essere unici e irripetibili che si trova il loro diritto alla libertà. 

Ed ecco che torniamo al concetto di libertà in cui io credo così tanto:

la libertà di ESSERE. Punto. 

In questo io credo davvero tantissimo e  12 anni fa ,quando ho dovuto scegliere il nome per il mio centro, l’ho chiamato proprio B Dog, dove B sta per Be, to be, essere. 

Per me era ed è davvero importante questo senso profondo dell’ESSERE

E così oggi vorrei parlare anche un po’ di noi…noi umani. 

Perché dietro al cane c’è anche l’uomo, perché ormai da migliaia di anni andiamo a braccetto. 

E io penso che i cani possano aiutarci anche nella nostra crescita personale e nel prendere consapevolezza di parti di noi se solo ci permettiamo di ascoltarli.

Penso che tante volte noi stessi ci priviamo della nostra libertà, ingabbiandoci in credenze limitanti sul mondo, su noi stessi o sugli altri, creandoci dei limiti con i nostri stessi pensieri, privandoci magari anche della possibilità di comunicare con le altre persone e creandoci dei pregiudizi che precludono molte possibilità. 

Ed è così che diventiamo “ schiavi” delle nostre emozioni e dei nostri  stessi pensieri e non ci ricordiamo più che noi siamo responsabili e artefici delle nostre vite e che abbiamo un enorme potere personale , un potere che riguarda la libertà di scegliere, soprattutto di scegliere il modo di pensare.

Questo lo possiamo fare, soltanto che nessuno ci insegna come farlo!

Ed è una vera e propria pratica che può davvero rivoluzionare le nostre vite.


E decidere di pensare diversamente è una scelta coraggiosa, perché nel momento in cui si fa una scelta del genere, bisogna essere pronti all’arrivo di grandi cambiamenti nelle nostre vite. 

Voglio condividere con voi questo podcast, che parla proprio di libertà. 

https://podtail.com/podcast/paola-maugeri-s-podcast/episodio-5-in-cosa-consiste-la-vera-liberta/

E’ di Paola Maugeri, una deejay che ha girato il mondo a intervistare grandi Rock star e visto che tra le mie passioni c’è anche il Rock, c’è posto anche per questo, soprattutto quando mi imbatto in una persona così ricca e che chiaramente ha fatto un grande percorso di crescita personale nella sua vita e ha moltissimo da dire. 

Vi consiglio di ascoltarla, ma se preferite leggere, ho trascritto il testo del podcast :

Gli antichi greci avevano due parole per definire il tempo: Krònos e Kairòs  ( Krònos tempo logico e sequenziale, Kairòs significa momento giusto e opportuno, momento di  Dio). Io penso ogni cosa della vita ci accada in quel Kairòs in cui siamo pronti ad apprendere una lezione fondamentale per la nostra crescita personale. Ho avuto tanti Kairòs nella mia vita ma forse ce n’è uno che ricordo  con maggior attenzione ed è stato quel Kairòs in cui ho compreso che era importante iniziare a pensare con la mia testa. 

Ho sempre avuto la propensione a guardare al di là  di ciò che viene considerato giusto solo perché accettato e condiviso. 

Ho sempre avuto il desiderio di  apprendere una mia verità e sono stata sempre così da bambina. A volte mi sembrava di capire che il sentire comune non corrispondesse al mio sentire. Questo mi ha creato non poca sofferenza come quando da 12 anni ho deciso che non avrei mai più mangiato carne. Agli occhi dei più erano viste come scelte estreme. Eppure in questi anni queste scelte contro corrente mi hanno portato a formare la mia personalità. Ma per tanto tempo ho avuto questa sensazione di sentirmi sbagliata, non conforme, non uguale agli altri, come se ci  fosse sempre questo desiderio di omologarci piuttosto che salvaguardare una nostra diversità. Perché sin da quando siamo bambini nessuno ci incita ad avere cura di questo nostro essere diversi perché alla fine siamo tutti diversi, abbiamo tutti una testa, due braccia, un tronco, due gambe, però siamo tutti diversi. 

Siamo come i fiocchi di neve, ogni fiocco non è per niente mai uguale all’altro. Sembra ma non lo è , ha una sua specificità, così come le impronte digitali.,. in apparenza noi essere umani siamo tutti uguali, ma in realtà siamo tutti diversi. 

Pensate che meraviglia che ognuno di noi ha una propria impronta digitale e un proprio respiro e un proprio modo di stare al mondo. Nessuno ce lo insegna fin da bambini e c’è sempre questo grande desiderio di omologarci. 

Eppure io sentivo ,al di là dell’omologazione (e sentivo il desiderio di essere come gli altri), anche il desiderio di pensare in una maniera diversa. 

Il momento importante, quel Kairòs è stato quando ho capito che dovevo tentare di avere un mio pensiero che potesse andare a braccetto con la mia anima. 

Tutti quegli anni in cui mi sono sentita sbagliata hanno poi trovato la risposta quando ho scoperto di appartenere alla categoria delle persone ipersensibili. 

Il vero senso di libertà . Ci ho messo tanti anni per comprendere. Per capire quanto e dove il mio sentire potesse spingermi senza arrecare nocumento alla libertà altrui e dove risiedesse il mio senso di libertà. 

Ma un giorno, ed è successo durante la malattia di mia madre, ho compreso questo punto: 

La libertà non significa assenza di limitazioni. 

Tutti noi pensiamo: essere liberi significa non avere limitazioni. 

E invece no. 

Pensare che la libertà vera sia assenza di limitazioni è un illusione. 

La vera libertà non risiede nell’essere liberi “di” fare tutto ciò che si vuole ma nell’essere liberi “da"

Tutti pensiamo che l’assenza di limitazioni sia essere liberi di uscire quando si vuole, di non studiare, di bere e ubriacarsi ,di tornare alle 6 del mattino, di fare esattamente tutto ciò che si vuole. 

E invece no. 

La vera libertà risiede nell’essere liberi “da” . 

Non liberi “di” ma liberi “da”. 

Dai condizionamenti, dai giudizi altrui ,dalle influenze sociali, dal consenso dell’esterno, dalle leggi del mercato che ci vogliono tutti uguali. 

La vera libertà è coltivare il proprio senso critico.

La vera libertà è ogni giorno riservare un momento per rimanere in silenzio e tacitare il dibattito interno. 

La vera libertà è capire che il mondo là fuori riflette sempre la nostra realtà qui dentro.

La vera libertà è imparare ad ascoltare i segnali  di benessere e malessere che il nostro corpo ci manda. 

La vera libertà è imparare a vivere qui e ora. 

La vera libertà è coltivare la propria unicità

La vera libertà è non avere paura ad esprimere chi noi siamo, cosa pensiamo e se qualcosa non ci va bene.

La vera libertà è permettersi anche di esprimere pensieri ed emozioni, e dire anche qualche cosa di scomodo, se questo lo riteniamo etico e in linea con i nostri bisogni.

E vedete che si chiude un cerchio. 

Abbiamo aperto parlando di diversità, a quanto nessuno ci insegni a renderci unici per quello che siamo veramente. 

E invece la vera libertà consiste proprio nel coltivare la propria unicità. 

Possiamo portare qualcosa nel mondo. Ognuno di noi va ad occupare un posto nel mondo. Ma se non andiamo ad occupare quel posto con coscienza e consapevolezza lo occuperà qualcun altro al posto nostro. 

Sono convinta che ognuno di noi abbia una missione e credetemi questo non è soltanto per i personaggi , i grandi sportivi, i grandi leader spirituali. 

E più viaggio per il mondo e più rimango stupita dalla  bellezza di quelle persone che magari fanno i lavori più umili del mondo . Magari vivono con pochissimi soldi tutti i giorni. Però non mettono  mai in dubbio la loro dignità, la loro unicità. Perché anche nello spazzare un tempio lo si può fare con grande coerenza. 

Non dobbiamo essere tutti amministratori delegati per fare le cose al meglio e sotto gli occhi di tutti. È proprio nei gesti di ogni giorno e nel fare i lavori più umili che si vede la nostra grandezza. 

È nel vedere quanto sorridiamo anche quando dobbiamo fare quelle cose che ci pesano in apparenza ma che invece consideriamo giuste. 

È quello svegliarsi con calma, non rincorrere i nostri figli affinché facciano tutto di fretta. 

È quel sorridere alla prima persona che vediamo al mattino. 

È quell’andare a fare il nostro lavoro al meglio delle nostre  possibilità, indipendentemente da quello che ci viene detto dal mondo esterno. 

Sono convinta  che nella gestione delle piccole cose di ogni giorno al massimo delle nostre possibilità risieda la vera libertà .

Non liberi “di”, ma  liberi “da”.
Da quello che gli altri pensano di noi, fregarsene del giudizio altrui e andare dritto per la nostra strada.
Quella per me è la vera, immensa e gigantesca libertà.”

Paola Maugeri

Valentina Biedi